Prestiti cambializzati e cattivi pagatori

Quando ci si riferisce ai finanziamenti, e ancor di più quando si parla di prestiti cambializzati, può capitare di sentir parlare delle liste dei cosiddetti “cattivi pagatori”. Ma che cosa si intende con questa definizione?

Per spiegarlo proviamo a riportare un estratto della guida pubblicata dal portale di riferimento, www.prestiticambializzationline.com . Al fine di effettuare una buona valutazione di merito creditizio su una richiesta di prestito, le banche o gli istituti finanziari attingono a determinate informazioni circa il richiedente, rivolgendosi a delle banche dati che gestiscono una vasta mole di indicazioni sui debitori: si tratta dei SIC, i sistemi di informazione creditizia, all’interno dei quali vengono depositati i comportamenti dei consumatori nelle loro relazioni di credito e l’esposizione dei clienti nei confronti dei finanziamenti ricevuti. In questo modo l’ente erogatore sarà in grado di ottenere una visione obiettiva circa la capacità del richiedente di restituire l’importo ricevuto, valutando i rischi di un’eventuale insolvenza.

Di solito, dopo tre mesi di insoluto il sistema segnala il debitore come cattivo pagatore, anche se questo arco di tempo può variare a seconda dell’entità della rata non saldata o dell’ammontare totale del finanziamento. La permanenza di un nominativo all’interno del SIC è ugualmente variabile: in alcuni casi può raggiungere i 36 mesi, in altri può limitarsi ad un solo anno, in relazione alla gravità e all’entità dell’insolvenza. Gli istituti di credito sono tuttavia tenuti ad informare il contraente circa il trattamento delle informazioni ricevute dagli archivi del sistema, mentre qualsiasi contraente ha il diritto di accedervi per verificare una sua eventuale presenza nel database: in caso di dati incongruenti, i clienti hanno la possibilità di informare il SIC stesso o l’ente erogatore del prestito circa l’errata segnalazione, chiedendone una conseguente rettifica. Tra i SIC attivi nel nostro paese, il più autorevole è la Centrale Rischi Banca d’Italia, che è affiancata da altri consorzi e società che svolgono funzioni analoghe nel territorio nazionale.

Il sistema delle segnalazioni dei “cattivi pagatori” non deve essere sempre interpretato come una limitazione all’erogazione del credito. Sebbene alcune informazioni possano precludere l’accesso a mutui e finanziamenti. le banche possono utilizzare i dati degli archivi per modulare al meglio la concessione del prestito, adattandolo al profilo del richiedente e alle sue risorse, ed evitando così gravi episodi di insolvenza futura.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *